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L’esposizione solare nei bambini è assolutamente raccomandata per la produzione della vitamina D (contrasta il rachitismo).

Tuttavia esistono numerosi rischi che si corrono con esposizioni solari improprie ed eccessive soprattutto in questa fascia di età. Un ulteriore distinguo va fatto per i lattanti, fino a 6 mesi di vita, che non devono assolutamente essere esposti al sole e per i quali l’Organizzazione mondale della Sanità esclude l’utilizzo di creme solari. Devono essere tenuti al riparo nelle carrozzine, dotate di spessi tessuti meglio se di colore scuro, oppure sul passeggino, utilizzando l’ombrellino in dotazione, un cappellino a tesa larga e indumenti opportuni. L’importanza di utilizzare i colori scuri sia per gli indumenti che per i tendaggi è fondamentale perché i colori chiari, così come i tessuti a trama larga, non sono in grado di filtrare i raggi ultravioletti del sole e svolgono quindi una scarsa azione di foto-protezione.

Dopo questi primi mesi di vita il bambino può essere esposto al sole adottando semplici accorgimenti.

Oltre a quanto già citato in precedenza è fondamentale esporsi al sole esclusivamente nelle ore fresche della giornata, dalle 9 alle 11 e dalle 16.30 alle 18.30 ed utilizzare creme solari quando non si può stare all’ombra, magari durante una passeggiata o il bagno.

La scelta della crema solare deve essere attenta e ben ponderata. Per molti anni si sono utilizzati solari che proteggevano la cute solo dai raggi ultravioletti di tipo B (UVB), mentre è noto già da tempo che il sole danneggia la cute non soltanto tramite questi raggi, che rappresentano una piccola percentuale della luce solare e degli ultravioletti stessi ma anche e soprattutto tramite i raggi ultravioletti A (UVA). Pare anzi che queste radiazioni siano le più importanti nel causare cancri cutanei e foto invecchiamento ed è per questo che si rende necessario scegliere creme con specifiche caratteristiche sia per i bambini che per gli adulti. Occorre essere molto attenti che sulla confezione appaia la scritta UVB+UVA.

Se così non è corriamo un grave rischio!

Infatti se è presente solo il foto protettore che protegge dall’UVB, crediamo di essere protetti  perché un’eventuale ustione solare avverrebbe solo dopo molte ore di esposizione ma in realtà accumuliamo una grandissima quantità di raggi dannosi. I danni di una foto esposizione eccessiva soprattutto nell’infanzia, si riscontrano poi in età adulta con la comparsa di macchie (lentigo solari), lesioni rilevate e squamose (cheratosi solari) e veri propri cancri cutanei. E’ quindi estremamente importante proteggere i bambini poiché questa età è protagonista di tutta una vita.

Infatti ognuno di noi nasce con un patrimonio genetico chiamato “quota sole” superato il quale iniziano a svilupparsi cancri cutanei. La quota sole è diversa da una persona all’altra ed è determinata dal colore della pelle, degli occhi e dei capelli. E’ infatti minima nei soggetti con capelli rossi, pelle molto chiara ed occhi chiari. Questi soggetti in realtà non si abbronzano mai e sviluppano invece numerosissime lentiggini oltre a risultare particolarmente vulnerabili alla luce solare. Ovviamente ciò non avviene per i soggetti di pelle scura nei quali la quota sole è molto più rilevante. Intense e  prolungate esposizioni solari in età infantile, consumano già a questa età tutta la quota sole di soggetti di pelle chiara ed è per questo che la pelle invecchierà precocemente producendo tumori cutanei.

Da tutto ciò si evince l’estrema importanza della protezione solare  in età pediatrica.•

a cura Prof.ssa Annalisa Patrizi

Professore Ordinario in Dermatologia, Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, Bologna

Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia (N.O.)

 

e dott.ssa Carlotta Gurioli

dermatologo

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